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Pubblicato il 31 Marzo 2025
Una pagina molto bella e praticamente sconosciuta di Vivaldi riproposta da Federico Maria Sardelli
Serenata d'amore torna a cantare
servizio di Athos Tromboni
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FERRARA - La prima esecuzione assoluta in tempi moderni di una pagina musicale molto bella di Antonio Vivaldi, la Serenata a tre RV 690, ha richiamato nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" un buon numero di spettatori ed estimatori della musica del "prete rosso", tanto da registrare praticamente il tutto esaurito. Ancora una volta il majeuta è stato (come in precedenti edizioni delle stagioni musicali del Comunale Abbado) il maestro Federico Maria Sardelli, inesauribile ricercatore delle pagine vivaldiane e suo maggiore promotore e interprete oggi in attività. Scrive la musicologa Annalisa Lo Piccolo nel documentato saggio sul programma di sala: «... della Serenata RV 690 non si conoscono con certezza l'anno di composizione, la committenza, il contesto rappresentativo; unica fonte superstite è la partitura autografa di Vivaldi conservata alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino che, con la musica, ci restituisce anche il testo di autore ignoto.» E comunque, essendo la dedica scritta sulla partitura intitolata a "Monsieur Le Mar(quis) du Tureil" di cui si conosce la presenza a Venezia tra il 1715 e il 1726 dove sposa nel 1718 la "tosa" veneziana Marina Berti, può essere incerto l'anno di composizione, ma il periodo sembra certo. Si tratta della Serenata destinata a impreziosire musicalmente uno sposalizio, quindi commissionata certamente per l'occasione. La trama è tratta dalla mitologia: la ninfa Eurilia s'innamora del pastorello Alcindo il quale rimane indifferente, dichiarando che lui ama tutte le ninfe; Eurilia chiede conforto e suggerimenti alla sua confidente e ancella Nice e insite tanto nel corteggiamento che alla fine Alcindo s'innamora veramente di lei. Ma proprio a quel punto Eurilia cambia le carte in tavola e respinge l'amore di Alcindo, come ritorsione per il primigenio peccato di presunzione del pastorello. La durata della Serenata è di poco più di sessanta minuti, diventati - a Ferrara - novanta minuti senza intervallo per l'aggiunta di due Sinfonie vivaldiane quali preludi alla prima e alla seconda parte dello spettacolo. Alla prova dei fatti bisogna ammettere che l'Orchestra Barocca Mondo Antiquo (primo violino concertante Federico Guglielmo) sotto la bacchetta di Sardelli è un ensemble che il mondo ci può (a ragione) invidiare: una pulizia e una cura dell'espressione (accelerandi, pianissimi alternati a medio-forti e fortissimi, sfumature, stop-and-go fra pause istantanee e riprese repentine, eccetera, ovviamente nel diapason proprio delle orchestre preottocentesche) possibili solo grazie alla maestria e professionalità degli esecutori.
  
  
Così la Serenata ha offerto le sue morbidezze e le sue agilità, non solo vocali, per un risultato di tutto rilievo. Probabilmente sarà molto presto disponibile una registrazione in audio e in video dell'esecuzione, visto il dispiegamento di microfoni e telecamere. Eccellente la performance del cast vocale: Valeria La Grotta era Eurilia, Giuseppina Bridelli era Nice e Valentino Buzza era Alcindo. Convincente per empatia con il personaggio di Eurilia la prestazione della brava Valeria La Grotta. Bel timbro e belle rotondità vocali di Giuseppina Bridelli della quale si conosce la vocazione per il repertorio barocco e classico. Ed in particolare si sono apprezzate le agilità tornite del tenore Valentino Buzza, agilità che hanno fornito colore e spirito al personaggio di Alcindo inserendolo dentro una dimensione idealizzata - cara alla musica cantata settecentesca - ma poi nel cantabile Alcindo ha assunto una dimensione veramente "terrestre" al di là del mito: voce chiara, quella di Buzza, e bella dizione nella parola non spezzata da gorgheggi e virtuosismi: eccellente il suo recitativo, sorretto dal bravo Lorenzo Feder al clavicembalo e da Bettina Hoffmann (violoncello) e Daniele Rosi (contrabbasso). Eccellenti anche i fiati dell'ensemble, e suadente la viola di Alessandro Lanaro.


La Serenata si dota di un concertato finale dove le tre voci, a mo' di coro, insieme al tutti orchestrale confezionano il loro monito solenne e altisonante, una sorta di "morale", molto frequente nelle conclusioni a più voci delle opere barocche e classiche. Concertato finale che è stato ripetuto come bis per l'insistenza del numeroso pubblico nel chiedere, appunto, il bis. (La recensione si riferisce al concerto di domenica 30 marzo 2025)
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara Nella miniatura in alto: il direttore Federico Maria Sardelli Al centro in sequenza: ancora il maestro Sardelli, Valeria La Grotta (Eurilia), Giuseppina Bridelli (Nice); Valentino Buzza (Alcindo); il primo violino Federico Guglielmo e il clavicembalista Lorenzo Feder Sotto: il concertato finale della Serenata RV 690 di Vivaldi e i saluti del cast
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Pubblicato il 11 Marzo 2025
Suggestivo matinée a Genova con la lirica da camera tra Ottocento e Novecento
Chansons e Canzonette un viaggio raffinato
servizio di Simone Tomei
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GENOVA - La domenica mattina può trasformarsi in un’oasi di rigenerazione, un momento in cui ricaricare le energie prima di affrontare una nuova settimana. Così è stato domenica 9 marzo 2025, quando il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice di Genova ha accolto il pubblico per un raffinato appuntamento di musica da camera dal titolo Chansons e Canzonette. All’interno del ciclo "Novecenti", dedicato alla musica vocale da camera del XX secolo, il concerto ha proposto un affascinante viaggio tra Francia e Italia, attraverso le liriche di Claude Debussy, Ottorino Respighi e Gian Francesco Malipiero. Un repertorio scelto con cura, capace di unire la raffinatezza simbolista della scuola francese con la ricchezza melodica e la tradizione della canzone italiana, creando un dialogo musicale di grande suggestione. Il programma ha spaziato tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, con le raccolte Fêtes galantes, Trois chansons de Bilitis e Trois ballades de François Villon di Claude Debussy, le Sei liriche di Ottorino Respighi e le Sette canzonette veneziane di Gianfrancesco Malipiero. È stata in’occasione preziosa per riscoprire pagine di rara bellezza e lasciarsi avvolgere dalle sonorità raffinate della lirica da camera, in un repertorio che non è solo una testimonianza dell’evoluzione della scrittura musicale per voce e pianoforte, ma anche un riflesso delle principali correnti artistiche e letterarie dell’epoca.


Se Debussy rappresenta il punto più alto dell’estetica simbolista e impressionista francese, Respighi e Malipiero si distinguono per un recupero della tradizione italiana declinato con sensibilità moderna e sperimentale. Fêtes galantes, articolata in due libri e ispirata alle poesie di Paul Verlaine, incarna perfettamente l’estetica simbolista con le sue melodie fluttuanti e armonie sospese. Il pianoforte non si limita a un ruolo di mero accompagnamento, ma diviene parte integrante della narrazione musicale, evocando immagini sonore raffinate e sofisticate. Nel programma sono state eseguite le liriche della seconda raccolta (L.114) che esemplificano la poetica dell’indeterminatezza e della suggestione timbrica, tra malinconia e vagheggiamento amoroso: Les Ingénus, Le Faune e Colloque sentimental. Trois chansons de Bilitis, ispirate ai testi di Pierre Louÿs, evocano un universo arcaico e mitico, reso con un linguaggio musicale che richiama la modalità antica e un pianismo etereo: qui Debussy sfrutta intervalli inusuali e armonie cangianti per creare un paesaggio sonoro dal forte potere evocativo, trasportando l’ascoltatore in un mondo sospeso tra sogno e realtà. Di tutt’altra natura sono le Trois ballades de François Villon, ispirate alle poesie del celebre poeta medievale: rispetto alle altre raccolte vocali di Debussy, qui emerge una scrittura più diretta e incisiva, in cui il carattere rustico e intenso dei testi trova riscontro in un andamento ritmico marcato e in armonie audaci, dal forte impatto espressivo. Ottorino Respighi, per parte sua, sempre attento al legame tra parola e musica, sviluppa nelle Sei liriche un raffinato equilibrio tra lirismo melodico e colori armonici suggestivi. I testi, tratti da D’Annunzio, Shelley e altri poeti, trovano nella scrittura musicale una profondità espressiva capace di amplificarne il contenuto poetico. La tessitura pianistica, mai relegata a mero sostegno, si fa elemento evocativo e strutturante, contribuendo a definire un’atmosfera di grande intensità emotiva. Nel programma eseguito sono stati presentati Notte, Le repos en Égypte, Noël ancien, Piccola mano bianca e Il giardino: cinque brani che esemplificano alla perfezione l’abilità di Respighi nel trasfigurare il testo in suono, con una sensibilità che si muove tra impressionismo e tardo-romanticismo. Diversa, ma altrettanto affascinante, è la prospettiva di Malipiero, esponente di spicco della cosiddetta "Generazione dell’Ottanta", il quale si distingue per il suo interesse nella riscoperta della tradizione musicale italiana. Nelle Sette canzonette veneziane emerge con chiarezza l’influenza della musica popolare della città lagunare, con una scrittura vocale limpida ed espressiva, caratterizzata da melodie lineari e da un accompagnamento pianistico essenziale ma efficace. L’uso del dialetto veneziano dona ulteriore autenticità e freschezza a queste composizioni, dimostrando una sapiente fusione tra eredità storica e sensibilità moderna. Queste raccolte, pur appartenendo a contesti culturali differenti, rivelano una comune ricerca di espressività e una volontà di superare i confini del puro accompagnamento pianistico, trasformando la voce e lo strumento in un unico organismo sonoro. L’esecuzione di questi brani ha offerto un’occasione preziosa per riscoprire non solo pagine di grande raffinatezza, ma anche per apprezzare la straordinaria varietà della lirica da camera tra fine Ottocento e primo Novecento; in un’epoca in cui il repertorio operistico tendeva spesso a monopolizzare l’attenzione del pubblico. Concerti come questo rappresentano una rara e preziosa possibilità di riscoprire il fascino di un genere che, pur nella sua dimensione più intima, riesce a toccare corde profonde dell’animo umano. Gli interpreti di questa raffinata matinée musicale sono stati il M° Claudio Marino Moretti al pianoforte e il mezzosoprano Paola Gardina, due artisti di eccezionale caratura che hanno saputo rendere giustizia a un repertorio di estrema ricercatezza. Claudio Marino Moretti, attuale Maestro del Coro del Teatro Carlo Felice, è un musicista di solida esperienza, capace di coniugare precisione e sensibilità interpretativa. Il suo pianoforte non si è limitato a sostenere la voce, ma si è fatto protagonista di una narrazione sonora di straordinaria profondità, in cui ogni sfumatura armonica e ogni accento dinamico hanno contribuito a scolpire l’essenza poetica di ciascun brano. Paola Gardina, interprete acclamata nei più prestigiosi teatri e festival internazionali – dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dalla Bayerische Staatsoper di Monaco al Teatro Real di Madrid – ha offerto una prova di altissimo livello, dimostrando un controllo vocale impeccabile e un’intelligenza musicale raffinata. La sua voce, duttile ed espressiva, si è adattata con estrema naturalezza alle diverse esigenze stilistiche del programma, passando dal sussurro quasi etereo richiesto per Debussy, a pienezza di suono e accenti scolpiti nelle liriche di Respighi, fino alla cantabilità ariosa e dal sapore popolare delle canzonette veneziane di Malipiero. Musica e parola si sono intrecciate in un affresco impressionista, in cui ogni nota, ogni frase, ogni pausa ha trovato il proprio posto in un equilibrio perfetto tra emozione e rigore stilistico. La Gardina non ha semplicemente cantato: ha dato corpo e anima a ogni brano, trasformando la voce in uno strumento espressivo capace di svelare ogni sfumatura emotiva del testo e della musica. Il momento dedicato a Debussy è stato un autentico trionfo. L’esecuzione consecutiva delle sue raccolte vocali ha trasportato il pubblico in un universo sonoro in cui il simbolismo poetico si è fuso con un linguaggio musicale di straordinaria raffinatezza. Alla fine, un applauso fragoroso ha sancito il successo della sublime interpretazione. Non meno entusiasta è stata la reazione per le interpretazioni di Respighi e Malipiero, le cui liriche – cesellate con un’intensità timbrica e una sensualità melodica senza pari – hanno trovato nella Gardina e in Moretti due interpreti ideali. Quella di domenica 9 marzo 2025 non è stata soltanto una matinée musicale, ma un viaggio attraverso il tempo e le sensibilità artistiche, un incontro tra poesia e suono, tra tradizione e modernità. Un incontro felice con la musica da camera che si è rivelato molto più di un semplice concerto: un’esperienza estetica e sensoriale, un’immersione nell’anima di un repertorio che, grazie alla sensibilità di due artisti straordinari, ha saputo toccare le corde più intime dell’ascoltatore. Il pubblico ha vissuto un’esperienza musicale di rara eleganza, in cui la musica si è fatta emozione pura. (La recensione si riferisce al concerto di Domenica 9 marzo 2025)
Crediti fotografici: Marcello Orselli per il Teatro Carlo Felice di Genova Nella miniatura in alto: la protagonista Paola Gardina Sotto, in sequenza: alcuni momenti del concerto e i saluti finali dei due artisti
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Pubblicato il 31 Dicembre 2024
Il Maggio Musicale Fiorentino mobilita coro e orchestra per un concerto di notevole suggestione
Spotti tra Mendelssohn e Chajkovskij
servizio di Nicola Barsanti
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FIRENZE - La Sala Zubin Mehta ospita un concerto sinfonico di grande impatto emotivo e musicale, con il Coro e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretti dal M° Michele Spotti. Il programma accosta due opere di forte suggestione narrativa: Die erste Walpurgisnacht (ossia La notte di Walpurga) di Felix Mendelssohn Bartholdy e la Sinfonia n. 5 in Mi minore di Petr ilic Čajkovskij. La prima parte del concerto è dedicata alla cantata per soli, coro e orchestra di Mendelssohn, Die erste Walpurgisnacht. Completata nel 1841, l’opera si basa su un testo di Goethe e narra delle celebrazioni pagane della notte di Walpurga, unendo atmosfere arcane a un’orchestrazione ricca di colori e sfumature. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, preparato dal M° Lorenzo Fratini, offre una prova di grande compattezza ed espressività. La sezione maschile, protagonista di molte pagine drammatiche dela partitura, esibisce un fraseggio scolpito e una notevole precisione d’insieme, sostenendo con vigore il dialogo con l’orchestra. I solisti si dimostrano tutti all’altezza del compito: il contralto Danbi Lee si distingue per un timbro morbido e avvolgente, il tenore Lorenzo Martelli per una linea vocale limpida e sicura, il baritono Yurii Strakhov per l’autorevolezza dell’emissione e il basso Huigang Liu per la profondità sonora e l’ottima proiezione vocale.

Spotti si mostra perfettamente a proprio agio con la partitura e riesce a esaltarne la drammaticità con una direzione fluida e incisiva; costruendo un affresco sonoro ben calibrato e riuscendo a mantenere costante la tensione narrativa e a valorizzare le raffinate scelte timbriche di Mendelssohn. Nella seconda parte del concerto, Michele Spotti affronta la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij, opera che incarna in pieno il senso del destino e della ciclicità tematica tanto cari al compositore russo. L'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino risponde con duttilità e precisione alla sua direzione, restituendo un suono compatto e ricco di sfumature. Il primo movimento scorre con eleganza, senza eccessi retorici, mentre il secondo si distingue per un’ampia cantabilità, grazie a un fraseggio attento e a un buon equilibrio tra le sezioni. L' Andante cantabile del corno emerge con toccante espressività, pur mancando forse di quel pathos struggente che rende indimenticabile questa pagina. Nel terzo movimento, il valzer è scorrevole e ben articolato, mentre nel finale la ripresa del tema del destino risulta solida e ben costruita, anche se priva di quel senso di ineluttabilità che potrebbe renderla ancora più travolgente. Se da un lato la direzione di Spotti convince per chiarezza e precisione, dall’altro sembra contenere una certa prudenza interpretativa, senza affondare fino in fondo nella drammaticità e nelle tensioni espressive che questa Quinta Sinfonia porta con sé. La lettura è equilibrata e ben eseguita, ma forse pecca di eccessivo controllo. Alla fine del concerto, il pubblico accoglie con entusiasmo entrambe le esecuzioni, tributando calorosi applausi a tutti gli interpreti.
(La recensione si riferisce al concerto di venerdì 13 dicembre 2024)
Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm e Nicola Barsanti
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L'elisir col bis della lagrima
intervento di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - La provincia, si dice, potrebbe salvare il mondo dell'Opera. E riproporre il ritorno ad una teatralizzazione del genere fuori da psicodrammi inventati e fughe oniristiche dentro la provocazione, ridonando alla drammaturgia di un genere da museo (l'Opera, appunto, genere da museo ma vivente e vivace) la propria incontestabile significanza. La provincia, si dice, rappresenta la stragrande maggioranza del popolo dei melomani - chi considerasse dispregiativo questo sostantivo (melomani), oppure termine offensivo, o anche attributo di una categoria di "care salme" invaghite di acuti svettanti oltre il do di petto, è preda di sussieghi irritanti - e per questa verità statistica si può dire che la provincia è il campione rappresentativo dell'universo: se ciò è vero (ed è vero), il Teatro Sociale di Rovigo o il Luglio Musicale Trapanese, così come il Teatro Sociale di Como o il Teatro Pergolesi di Jesi, e tanti altri piccoli teatri, analizzati nella reazione del pubblico ad un allestimento operistico, valgono quanto i grandi templi della lirica italiani e stranieri
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Personaggi
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Ferrara e Vivaldi connubio in musica
redatto da Edoardo Farina FREE
È il quarto anno consecutivo che il maestro Federico Maria Sardelli è presente nel cartellone musicale del Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara. Questa volta ha proposto al pubblico estense una Serenata a tre che è praticamente una pagina dimenticata del catalogo del "Prete Rosso". Sardelli è direttore d'orchestra, compositore,
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Vocale
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Serenata d'amore torna a cantare
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - La prima esecuzione assoluta in tempi moderni di una pagina musicale molto bella di Antonio Vivaldi, la Serenata a tre RV 690, ha richiamato nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" un buon numero di spettatori ed estimatori della musica del "prete rosso", tanto da registrare praticamente il tutto esaurito. Ancora una volta il majeuta è
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Classica
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Il ritorno dei Cardelli
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il ritorno dei Cardelli. Sembra quasi il titolo di una saga, e tale parrebbe se si considerasse la regolarità con cui da un paio di lustri i recital solististici di Matteo (pianoforte) o di Giacomo (violoncello), nonché i concerti in Duo, fanno registrare una loro presenza nelle rassegne cameristiche di Ferrara. Stavolta, per gli appuntamenti dei
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Opera dal Nord-Est
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Elektra nella Repubblica di Weimar
servizio di Simone Tomei FREE
VERONA – Nei fermenti intellettuali dei primi anni del Novecento, quando le teorie di Sigmund Freud e gli studi sull'isteria e sull'inconscio scuotevano le fondamenta del pensiero occidentale, il mito degli Atridi subì una profonda umanizzazione; il letterato e poeta Hugo von Hofmannsthal, reinterpretando la leggenda mitologica in chiave
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Opera dal Centro-Nord
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Norma da manuale
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - Dopo oltre quarantacinque anni di assenza, Norma torna a Firenze in un allestimento che non si limita a celebrare il capolavoro di Vincenzo Bellini, ma lo reinterpreta con una chiave scenica e musicale di forte impatto. La regia di Andrea De Rosa e la direzione del M° Michele Spotti plasmano uno spettacolo che, pur rispettando la tradizione
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Vocale
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Chansons e Canzonette un viaggio raffinato
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - La domenica mattina può trasformarsi in un’oasi di rigenerazione, un momento in cui ricaricare le energie prima di affrontare una nuova settimana. Così è stato domenica 9 marzo 2025, quando il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice di Genova ha accolto il pubblico per un raffinato appuntamento di musica da camera dal titolo
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Classica
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Musiciennes pronipoti delle veneziane
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Se a un gruppo di ottime musiciste si unisce una straordinaria violinista, il gioco è fatto: Jordi Savall, il direttore filologo specialista nella musica antica, non lesina mai sorprese (ogni volta che l'abbiamo ascoltato a Ferrara e in altri teatri o festival d'altre città, è sempre stato... sorprendente) anche stavolta non ha mancato di stupire:
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Eventi
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Bologna Festival programmi divulgativi
servizio di Athos Tromboni FREE
BOLOGNA - Presentato oggi nelle sale più bohèmienne che rustiche della Birreria Popolare della città felsinea il programma divulgativo di Bologna Festival, titolare anche del prestigioso calendario che va sotto il nome «Libera la musica» (i concerti di questa sezione del Festival fanno perno sulla presenza di "Grandi interpreti" che per il 2025 vedranno
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Opera dal Nord-Est
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Vecchio Barbiere sempre nuovo
servizio di Nicola Barsanti FREE
VENEZIA - Tornare al Teatro La Fenice per assistere a Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini in un’atmosfera gioiosa come solo il Carnevale di Venezia sa offrire, è un’emozione unica. Il pubblico, avvolto dalla magia della festa, accoglie con entusiasmo questa produzione che si conferma ancora una volta un successo. La regia tradizionale di
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Opera dal Centro-Nord
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L'orgiastico Rigoletto secondo Livermore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE - Il Rigoletto messo in scena da Davide Livermore al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino prende vita in un contesto scenico marcato da toni goliardici e, in alcuni momenti, quasi orgiastici. Al centro della scena, un letto monumentale diventa il fulcro attorno al quale si muove il Duca di Mantova, circondato da donne seminude che lo venerano,
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Opera dal Nord-Ovest
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Uno Chénier dalla travolgente energia
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Uno spettacolo che coniuga eleganza e incisività visiva, nitidezza narrativa e varietà stilistica: Andrea Chénier di Umberto Giordano al Teatro Carlo Felice si conferma un trionfo senza riserve. La regia di Pier Francesco Maestrini, già apprezzata nei prestigiosi allestimenti di Bologna e Monte-Carlo, si distingue per la sua fedeltà alla
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Ballo and Bello
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Giselle comme ci comme įa
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il Russian Classical Ballet diretto da Evgeniya Bespalova ha recentemente portato in Italia Giselle, uno dei capolavori più amati del repertorio romantico: le diverse città italiane toccate prima di Ferrara sono state Lecce, Catanzaro e Avezzano. Si tratta di un balletto in due atti, con musiche di Adolphe-Charles Adam (e Ludwig Minkus,
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Opera dal Nord-Ovest
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La Moreno grande Traviata
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Continua a riscuotere un grande successo di pubblico la stagione operistica del Teatro Carlo Felice con il quarto titolo in cartellone che rappresenta uno dei capolavori assoluti del repertorio lirico, nonché l’opera più rappresentata al mondo: La Traviata di Giuseppe Verdi. Inserire Traviata in stagione si è rivelata una
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Opera dal Nord-Est
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Ratto un po' in tedesco un po' in italiano
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Ci sono innumerevoli questioni storiche ne Il Ratto del Serraglio (Die Entführung aus dem Serail) di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena al Teatro Verdi di Trieste. C’è la questione del Turco. Soggetto di moda al tempo, perché la paura che fino a qualche tempo prima le invasioni ottomane avevano ingenerato
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Opera dal Centro-Nord
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Chénier un poeta al tempo del Terrore
servizio di Simone Tomei FREE
LUCCA - Al Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" è andato in scena il capolavoro di Umberto Giordano Andrea Chénier un dramma che intreccia amore, ideali e morte. Ambientata nella Parigi rivoluzionaria tra il 1789 e gli anni del Terrore, l’opera racconta la struggente storia d’amore tra Maddalena di Coigny, una giovane aristocratica caduta in disgrazia
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Classica
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Saccon Genot Slavėk una meraviglia
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il Comitato per i Grandi Maestri fondato e guidato dal prof. Gianluca La Villa ha ripreso l'attività concertistica dopo alcuni mesi di pausa: saranno quattro gli appuntamenti fissati per la corrente stagione, il primo dei quali si è svolto ieri, 10 gennaio, nella sede che ospiterà anche gli altri appuntamenti: era la sala nobile del Circolo dei
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Apre Puccini chiude Rossini
redatto da Athos Tromboni FREE
BOLOGNA - Come anticipato nella conferenza stampa di “anteprima” dal sovrintendete Fulvio Macciardi nel luglio dello scorso anno, la Stagione d’Opera 2025 del Teatro Comunale di Bologna proporrà 8 opere in scena e 2 opere in forma di concerto. Le recite si terranno anche per questa stagione al Comunale Nouveau in Piazza della Costituzione 4
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Ballo and Bello
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Lo Schiaccianoci dei rumeni
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Non poteva mancare Lo Schiaccianoci nel periodo delle feste natalizie per il Teatro Comunale "Claudio Abbado". E infatti ecco mobilitato il Balletto dell'Opera Nazionale della Romania per due recite di fine anno a Ferrara (28 e 29 dicembre 2024), recite che hanno praticamente registrato il tutto esaurito. La compagnia rumena, diretta da
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Vocale
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Spotti tra Mendelssohn e Chajkovskij
servizio di Nicola Barsanti FREE
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